
Napoli, 20 dicembre Piazza Dante
NAPOLI - Nelle piazze italiane, da Nord a Sud, hanno sfilato centinaia di giovani mascherati con il volto di Roberto Saviano, lo scrittore di "Gomorra", che vive sotto scorta perché la camorra minaccia di ucciderlo. "Io sono Saviano"è il titolo della giornata di mobilitazione contro tutte le mafie e del social network che l' ha promossa. Da Napoli, nella Villa Comunale sul lungomare Caracciolo, a Milano, all' Auditorium San Fedele, e poi a Roma, Palermo, Cagliari e Messina. Dappertutto cartelli che raffigurano bersagli e recitano: «Spara qui», una maratona di dibattiti, teleconferenze e letture a tema tratte dal libro di Saviano, gli articoli di Giancarlo Siani, il giornalista assassinato dalla camorra, monologhi teatrali, interventi musicali, video, interviste e botta e risposta con gli ospiti più autorevoli. Come Gherardo Colombo, magistrato di "Mani pulite", che da Milano ha chiesto al pubblico, in modo provocatorio, «che cos' è la giustizia?», soffermandosi sulla «delicata missione di riconciliazione della società con chi ha commesso reati». "Io sono Saviano" nasce tre mesi fa sul web, dal nuovo social network "IoSonoSaviano. ning. com", con un appello di Fabio Alemagna, giornalista napoletano, all' indomani dell' ultima minaccia sferrata a Saviano dal clan dei Casalesi: «Lo uccideremo a Natale». Da quel momento sono piovute 100 mila adesioni per dare vita a una sorta di movimento spontaneo, autofinanziato, che ha attraversato tutto il Paese. A Roma è piazza Farnese lo scenario scelto dal movimento. Ed è qui che Saviano è intervenuto, ringraziando per telefono gli organizzatori: «Ho apprezzato molto questa iniziativa. Grazie». «Vogliamo una manifestazione come quella di oggi tutti gli anni. Fare del 20 dicembre un anniversario», ha proposto Bruno Governale, uno degli attori che hanno letto alcuni brani tratti da "Gomorra" e da altri testi scritti da Hannah Arendt, da Leonardo Sciascia e da don Marcello Cozzi, il sacerdote di "Libera"in Lucania. Assente Pino Masciari, l' imprenditore calabrese che intorno alla metà degli anni Novanta ha denunciato le estorsioni della 'ndrangheta. «Non è potuto venire», hanno raccontato alcuni amici, «perché non ha più la scorta. Lo Stato non gli garantisce il necessario sostegno». In piazza a Napoli, invece, c' era Fabrizio Caliendo, l' imprenditore che fece arrestare i suoi estorsori. Anche lui ha lamentato la mancanza di tutele. «Quando a vent' anni ho fatto arrestare i criminali ero pieno di orgoglio, poi il buio...». Intanto Franco Laratta, parlamentare Pd e componente della commissione Antimafia, propone la candidatura di Saviano alle prossime Europee. Ma lo scrittore replica: «Non mi interessa», e suggerisce: «Pensi il Pd a chi non candidare». (ha collaborato Giovanni Chianelli) - PATRIZIA CAPUA
Repubblica — 21 dicembre 2008 pagina 20 sezione: CRONACA
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