Leggo dal blog di Beppe Grillo che il ragazzo che un mese fa circa aveva contestato Sgarbi durante una presentazione, è morto mentre prendeva il latte dal caseificio del padre. La cosa suscita in me uno sbigottimento non indifferente.
Dal gruppo nato su facebook in suo ricordo trovo questo video, in cui lo si sente parlare della sua terra e raccontare la sua storia, soprattutto quella successiva alla sua contestazione.
Sono senza parole. Mi torna in mente l'interpretazione "mafiologica" dei Promessi Sposi fatta da Scarpinato alla presentazione del libro "Il ritorno del Principe": il potere in Italia viene gestito dai potenti con la violenza, i potenti credono di poter fare tutto (anche pretendere la donna di altri) e tutti (anche quelli che hanno studiato e che non sono gli ultimi degli ultimi) hanno paura dei potenti (Don Abbondio e Azzeccagarbugli). Gli umili in Italia possono affidarsi solo alla Divina Provvidenza. Nessuno li aiuta, solo Lei, ovvero, in termini forse un poco più prosaici e meno religiosi, il Caso. Permette la conversione dell'Innominato che così non consegna Lucia a Don Rodrigo. E infine, solo la morte di Don Rodrigo, ovvero del cattivo, permette ai 2 innamorati di coronare il loro sogno. Penso che se a scuola insegnassero questa chiave di lettura dei Promessi Sposi lo troveremo tutti più interessante come libro, e forse capiremmo molto di più del Paese in cui viviamo.
Il gruppo su facebook è questo:
http://www.facebook.com/group.php?gid=49085541948#/group.php?gid=49085541948&ref=mf
Giuseppe ha gridato la sua sete di giustizia ed è stato umiliato ed anche lasciato da solo dai suoi amici che scapparono impauriti, E' vero che Dio chiama a se' sempre le persone più buone; altri rimangono ancora qui e il guaio e' che nemmeno il diavolo li vuole. Arrivederci Giuseppe "Viva Caselli, Viva il Pool Antimafia"
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