Costruiamo insieme un grande movimento contro le mafie e la corruzione
35 membri
39 membri
24 membri
Benvenuto in
Io Sono Saviano
I banner pubblicitari in alto a destra non sono gestiti da nessun membro di Io Sono Saviano, ma bensì dai proprietari di ning.com.
Nessuno dei membri di Io Sono Saviano guadagna denaro attraverso i banner.
© 2009 Creato da Fabio A. su Ning. Crea il tuo social network personale
Badge | Segnala un problema | Privacy | Termini del servizio
Spazio commenti (10 commenti)
Devi essere un membro di Io Sono Saviano per aggiungere commenti!
Partecipa a questo social network
grazieeeeeeeeeeeeeeee...................
bacione.....
Giada
Il Dirigente Nazionale Coisp Marcello Pusceddu
ufficiocomunicazioneedimmagine@coisp.it
MAFIA: INDAGATO PER RICICLAGGIO IMPRENDITORE ANTIRACKET DI GELA (ASCA) - Palermo, 4 dic - Era diventato a Gela un imprenditore simbolo per la lotta al racket ma adesso la procura di Caltanissetta lo ha iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di riciclaggio aggravato nell'aver favorito la mafia. Stefano Italiano, che nel 2005 denuncio' i suoi estortori e da un anno vive sotto scorta, avrebbe favorito le cosche gelesi - secondo le accuse della procura nissena - riciclandone i soldi. Oltre a Italiano sono indagate altre nove persone. La Procura, infine, ha posto sotto sequestro la cooperativa 'Agroverde', di cui Italiano e' presidente, ed altri beni per un valore complessivo di 32 milioni di euro. 04 DIC 08
MAFIA: INDAGATO L'IMPRENDITORE SIMBOLO LOTTA AL RACKET /ANSA E' ACCUSATO DI RICICLAGGIO; SEQUESTRATA LA SUA AZIENDA A GELA (ANSA) - GELA (CALTANISSETTA), 4 DIC - Aveva denunciato gli esattori del pizzo, ma l'imprenditore agricolo di Gela, Stefano Italiano, diventato negli ultimi tre anni un simbolo della lotta al racket, avrebbe omesso di indicare agli investigatori contatti con i mafiosi e presunte collusioni con le cosche. Per questo motivo oggi gli uomini della Dia di Caltanissetta hanno notificato all'imprenditore un avviso di garanzia per riciclaggio aggravato dall'avere agevolato la mafia. Si tratterebbe di fatti avvenuti prima della sua denuncia e che riguardano somme di denaro versate nelle casse della cooperativa Agroverde di cui Italiano e' presidente, la cui provenienza non e' stata chiarita. E per questo motivo anche la societa' e' stata posta sotto sequestro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Italiano vive scortato per l'azione di coraggio che ha fatto contro gli esattori, condannati in seguito per le richieste estorsive, fa parte dell'associazione antiracket di Gela. Agroverde fattura 20 milioni di euro l'anno. Italiano, assieme al sindaco di Gela, Saro Crocetta, ha spinto in questi anni con l'esempio altri 70 commercianti gelesi a denunciare. Adesso il sequestro comprende il capitale della cooperativa, gli impianti aziendali e tutte le disponibilita' bancarie della societa' per un valore complessivo stimato in 32 milioni di euro. L'indagine vuol far luce sui meccanismi economico-finanziari di Italiano, che per l'accusa consentivano di riciclare grandi somme di denaro proveniente da attivita' illecite, acquisendo anche contributi pubblici per importi elevatissimi destinati a ristrutturare gli impianti che venivano poi realizzati da ditte riconducibili al clan mafioso dei Madonia. Oltre all'imprenditore sono indagati anche un funzionario e impiegati della banca Intesa di Gela che avrebbero consentito a Italiano operazioni illegali perche' non avrebbero applicato la normativa antiriciclaggio. Stefano Italiano aveva denunciato che ''la mafia ce l'aveva in casa''. L'uomo a cui per anni aveva versato ogni mese una tangente era suo cugino e faceva parte della Stidda, l'organizzazione criminale che si divide il territorio nisseno con Cosa nostra. Era stato lo stesso Italiano ad averlo assunto nella cooperativa, pensando di poter cosi' evitare il continuo via vai di boss che negli anni Novanta facevano credere a molti che la Agroverde fosse una cooperativa collusa. Italiano diceva: ''Non volevamo pagare. Ma non si poteva. Le pressioni erano forti. E cosi', sbagliando, cedemmo. All'inizio erano solo 500 mila lire al mese. Ma c'era sempre un sacco di gente che veniva. E io mi rendevo conto che pure i soci ci guardavano male. Sa, qui si tace, ma non e' che si approva. Per questo chiesi a mio cugino, che era appena uscito di prigione, se poteva pensarci lui''. E il via vai di malavitosi in azienda fini' ma l'importo del pizzo raddoppio'. Italiano racconto': ''Ogni volta che pensavamo di ingrandirci, loro si rifacevano sotto. A un certo punto avevamo in ballo un investimento da 70 miliardi di lire. Sono arrivati in ufficio i vertici dell'organizzazione. Erano come sempre gentilissimi. Mi hanno fatto i complimenti, mi hanno detto che mi avrebbero aiutato in qualsiasi cosa, poi hanno chiesto il 3 per cento. Erano piu' di 2 miliardi. Io mi sono sentito umiliato e ho sentito crescere la rabbia. Ho detto no: la Agroverde ha rinunciato all'investimento e alle nuove assunzioni. Per chi stavamo lavorando, noi?''. Cosi', dopo le ultime richieste, Stefano Italiano si ribello'. Non disse niente a casa, al consiglio di amministrazione e ando' in commissariato a denunciare. Dal 2005 quando il caso divento' pubblico vive sotto scorta, e adesso anche indagato per riciclaggio. (ANSA). 04-DIC-08 19:44
Ass.familiari vittime mafia: Grave cyberattacco a La voce delle voci Roma, 04 DIC (Velino) - "Siamo sconcertati per l'ennesimo attacco informatico ricevuto in pochi mesi dalla redazione del sito La voce delle voci, diretta da Andrea Cinquegrani, e per gli ingenti danni arrecati al loro lavoro". Lo afferma in una nota Sonia Alfano, presidente dell'Associazione nazionale familiari vittime di mafia, dopo che ieri pomeriggio il sito della redazione campana e' stato attaccato da alcuni hacker ed irrimediabilmente danneggiato. "Durante il corso dell'anno - ha proseguito il presidente - i siti di alcune delle migliori associazioni antimafia, come 'ammazzatecitutti', e degli ormai superstiti giornali liberi che tutti i giorni rischiano denunce e intimidazioni per aver la grave colpa di potare avanti un gionalismo etico, come 'La voce delle voci', sono stati attaccati, danneggiati, svuotati ed in alcuni casi utilizzati per compiere addirittura truffe bancarie. È la nuova frontiera delle intimidazioni. Ci auguriamo che la polizia postale, cui la redazione del sito 'La voce delle voci' si e' immediatamente rivolta, possa accertare le responsabilita' in seno alla vicenda ed esprimiamo la nostra piu' sentita ammirazione e gratitudine alla redazione presa di mira per il grande servizio giornalistico libero reso quotidianamente al paese". 04 DIC 08
MAFIA: IMPRENDITORE INDAGATO; TANO GRASSO, FIDUCIA IN PM V. ''MAFIA: IMPRENDITORE ANTI RACKET...'' DELLE 8:48 CIRCA (ANSA) - PALERMO, 4 DIC - ''L'inchiesta su Stefano Italiano non puo' mettere in discussione la validita' dell'associazionismo antiracket''. Lo dice Tano Grasso, presidente onorario della Federazione Antiracket italiana. ''L'associazionismo antiracket e' fondato sul rapporto di strettissima collaborazione con le forze dell'ordine - dice Grasso - e non si puo' mettere in discussione il valore straordinario del numero di denuncie che ci sono a Gela, che sono di esempio per l'intero Paese''. ''Con l'autorita' giudiziaria - aggiunge - abbiamo un rapporto di collaborazione e siamo presenti, in particolar modo a Caltanissetta in numerosi processi come parte civile. Abbiamo fiducia in questi magistrati e nel procuratore che e' fra i migliori di Italia, anche per questo ci rimettiamo alle valutazioni dell'autorita' giudiziaria''. ''Voglio solo ricordare che la denuncia di Italiano - conclude Grasso - e' stata una delle prime presentate a Gela, ed e' stato un elemento di rottura rispetto al passato di connivenza con la mafia''. (ANSA). GIU 04-DIC-08 18:02
MAFIA: SPEZIALE, INDAGINE SU ITALIANO NON SMINUISCE LAVORO ANTIRACKET (ASCA) - Palermo, 4 dic - ''La magistratura vada avanti e chiarisca ogni aspetto di questa vicenda che ha coinvolto l'imprenditore promotore dell'associazione antiracket di Gela, accusato di riciclaggio e favoreggiamento''. Lo dice il presidente della commissione regionale antimafia, Lillo Speziale a proposito dell'indagine, avviata dalla direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, che ha interessato Stefano Italiano, presidente della cooperativa Agroverde. ''Questa indagine, che spero faccia luce in breve tempo sui fatti contestati - continua Speziale - non puo' certamente sminuire il lavoro dell'associazione antiracket che ha finora rappresentato e deve continuare a rappresentare un punto di riferimento nella lotta alla criminalita' organizzata. Per questo - conclude Speziale - chiedo all'imprenditore indagato di mettersi a disposizione degli inquirenti per contribuire a chiarire gli aspetti oscuri di questa vicenda''. 04 DIC 08
MAFIA: ALFANO A LUMIA, SU VICENDA SANTAPAOLA DICHIARAZIONI IMPROVVIDE Roma, 4 dic. - (Adnkronos) - "Sono convinto che la Sicilia stia vivendo un tempo virtuoso di unita' antimafia, che non e' il caso di turbare. Per questo, un po' mi spiace il comunicato del senatore Lumia. Ma tant'e'". Inizia cosi' la replica del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, alle dichiarazioni del senatore Giuseppe Lumia (Pd)sulla vicenda del ricovero del boss Vincenzo Santapaola. "Il mio ruolo -spiega il guardasigilli- mi suggerisce una linea di riservatezza che, a seguito delle dichiarazioni improvvide del senatore Lumia, ritengo necessario infrangere". "In merito, mi urge specificare che il Dap, da subito, aveva espresso contrarieta' -sottolinea Alfano- rispetto alla sede individuata per l'operazione a cui deve sottoporsi il boss Vincenzo Santapaola, ovvero l'ospedale di Catania, Vittorio Emanuele, sito in una zona della citta' ad alto rischio mafioso, e che, solo dopo una esplicita indicazione dei nostri uffici, la scelta e' ricaduta sull'ospedale milanese San Paolo, dove ci siamo occupati di trovare immediatamente il posto, onde evitare ogni possibile contatto con la realta' criminale di appartenenza". (segue) (Adnkronos) 04-DIC-08 17:27
MAFIA: ALFANO A LUMIA, SU VICENDA SANTAPAOLA DICHIARAZIONI IMPROVVIDE (2) (Adnkronos) - "Inoltre -prosegue Alfano- per quanto riguarda il provvedimento del Gip, anche questo e' venuto meno e, a seguito del nostro intervento, e' stato sostituito proprio ieri con un piantonamento presso la struttura ospedaliera all'interno della quale il boss trascorrera' il periodo di convalescenza necessario. Questo, quindi, grazie alla collaborazione resa allo stesso Gip dalla Direzione Generale Detenuti del Dap che, rappresentando l'inopportunita' degli arresti domiciliari, ha procurato tempestivamente il posto letto, garantendo i presidi di sicurezza previsti dall'articolo 11 dell'Ordinamento penitenziario". "Tutta la vicenda -conclude Alfano- come risulta dall'evidenza dei fatti, si e' svolta in un clima di collaborazione tra il ministero e gli uffici giudiziari che hanno recepito i nostri suggerimenti, senza per questo rinunciare alle proprie prerogative. Ricordo, comunque, al senatore Lumia che non spetta al ministro verificare se la decisione del Gip e' regolare. Da cio', sorge spontanea una domanda: ma non e' forse lo stesso Lumia che ha evocato, in piu' circostanze, l'indipendenza e l'autonomia della magistratura? Occorre coerenza". (Adnkronos) 04-DIC-08 17:28
MAFIA: LUMIA (PD), STATO DIA SEGNALE FORTE A IMPRENDITORE VECCHIO (ASCA) - Palermo, 4 dic - ''Un segnale forte, immediato ed esemplare per far comprendere che tutte le Istituzioni ad ogni livello sono concretamente vicine a chi, come l'imprenditore Andrea Vecchio, e' stato in grado di dire di no alla mafia del racket. Lo Stato faccia sentire la sua mano pesante su chi, autore o mandante di questo ennesimo gesto, pensa che la lotta al racket possa fare passi indietro. A Vecchio esprimo la mia piena solidarieta' e la mia gratitudine per la difficile lotta che ha cosi' coraggiosamente intrapreso''. Lo ha dichiarato il senatore del Pd Giuseppe Lumia. 04 DIC 08
MAFIA: ALFANO A LUMIA, SOLUZIONE GRAZIE A INTERVENTO MINISTERO (AGI) - Roma, 4 dic. - "Sono convinto che la Sicilia stia vivendo un tempo virtuoso di unita' antimafia, che non e' il caso di turbare. Per questo, un po' mi spiace il comunicato del senatore Lumia. Ma tant'e'". Lo dichiara il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, alle dichiarazioni del senatore Lumia sulla vicenda del ricovero del boss Vincenzo Santapaola. "Il mio ruolo - spiega il guardasigilli in una nota - mi suggerisce una linea di riservatezza che, a seguito delle dichiarazioni improvvide del senatore Lumia, ritengo necessario infrangere. In merito, mi urge specificare che il Dap, da subito, aveva espresso contrarieta' rispetto alla sede individuata per l'operazione a cui deve sottoporsi il boss Vincenzo Santapaola, ovvero l'ospedale di Catania, Vittorio Emanuele, sito in una zona della citta' ad alto rischio mafioso, e che, solo dopo una esplicita indicazione dei nostri uffici, la scelta e' ricaduta sull'ospedale milanese San Paolo, dove ci siamo occupati di trovare immediatamente il posto, onde evitare ogni possibile contatto con la realta' criminale di appartenenza". Inoltre, prosegue Alfano, "per quanto riguarda il provvedimento del gip, anche questo e' venuto meno e, a seguito del nostro intervento, e' stato sostituito proprio ieri con un piantonamento presso la struttura ospedaliera all'interno della quale il boss trascorrera' il periodo di convalescenza necessario. Questo, quindi, grazie alla collaborazione resa allo stesso gip dalla direzione generale detenuti del Dap che, rappresentando l'inopportunita' degli arresti domiciliari, ha procurato tempestivamente il posto letto, garantendo i presidi di sicurezza previsti dall'art. 11 dell'Ordinamento penitenziario". Tutta la vicenda, quindi, conclude il ministro Alfano, "come risulta dall'evidenza dei fatti, si e' svolta in un clima di collaborazione tra il ministero e gli uffici giudiziari che hanno recepito i nostri suggerimenti, senza per questo rinunciare alle proprie prerogative. Ricordo, comunque, al senatore Lumia che non spetta al ministro verificare se la decisione del Gip e' regolare. Da cio', sorge spontanea una domanda: ma non e' forse lo stesso Lumia che ha evocato, in piu' circostanze, l'indipendenza e l'autonomia della magistratura? Occorre coerenza". (AGI) Red/Oll 041710 DIC 08 NNNN
MAFIA: LUMIA, SOLIDARIETA' A PUCCIO (AGI) - Roma, 4 dic. - "Vorrei esprimere ancora una volta la mia solidarieta' e la mia vicinanza a Pietro Puccio, assessore ai lavori pubblici del comune di Capaci, vittima di un grave gesto di intimidazione. So che Pietro non si lascera' affatto intimidire da questo vilissimo atto, ma che continuera' a battersi, come sinora ha fatto, per la legalita' e la trasparenza amministrativa per dare a Capaci quel pieno sviluppo economico che la cittadina merita". Lo ha dichiarato il senatore del Pd Giuseppe Lumia, compente della Commissione Antimafia. "Mi auguro, altresi' - ha aggiunto - che mandanti e autori di questo odioso tatto vengano presto individuati". (AGI) 04 DIC 08
MAFIA: DE CORATO, MILANO NON IMMUNE DA INFILTRAZIONI COMUNE IMPEGNATO NEL COMBATTERLA, INCONTRO CON 'CAROVANA' Milano, 4 dic. (Adnkronos)- ''Di fronte a una societa' 'invisibile', che fattura 130 miliardi all'anno, come ha denunciato l'undicesimo rapporto Sos impresa di Confesercenti, non possiamo pensare che Milano e la Lombardia siano immuni da infiltrazioni mafiose. Lo testimonia il fatto che la Lombardia e' la quarta regione per beni confiscati alle mafie. Plaudo, dunque, a questa iniziativa della Carovana antimafia, che e' stata patrocinata dal Comune di Milano, e che mira a tenere alta la guardia con una campagna informativa che coinvolge associazioni, aziende, scuole e istituzioni''.Lo afferma il vice Sindaco Riccardo De Corato che ha incontrato a Palazzo Marino gli organizzatori della Carovana antimafia 2008, iniziativa giunta alla quattordicesima edizione, patrocinata dall'Assessorato alla Sicurezza del Comune e organizzata dalle associazioni Arci, Libera e Avviso pubblico. ''Milano - spiega De Corato - e' fortemente impegnata a combattere tutte le mafie, italiane e straniere. Lo dimostra l'impegno per la restituzione alla societa' civile di 64 immobili confiscati alla criminalita' organizzata, l'attenzione costante rivolta all'Ortomercato, dove si sono susseguiti diversi interventi della Guardia di Finanza. E lo testimonia anche l'attivita' continua della Polizia Locale contro il racket della prostituzione, dei mendicanti, dell'abusivismo commerciale e della contraffazione. Tutte testimonianze di un impegno concreto sul campo''. (Adnkronos) 04-DIC-08 20:47