Ho da poco visto Gomorra, in ritardo lo so... non voglio dilungarmi in complimenti sul soggetto e sulla qualità del film, solo dire che è uno dei pochi di cui potere andare fieri nel panorama del cinema Italiano, insieme al Divo. Andiamo al dunque: io mi occupo di costumi teatrali e storia della moda, in passato ho avuto una sartoria teatrale e adesso vendo cartamodelli tramite web (abitando a Palermo altre strade mi si sono chiuse), ovviamente la storia del film che mi ha maggiormente commossa è stata quella del sarto Pasquale. Forse non tutti sanno che il regno delle due Sicilie era storicamente la patria del taglio sartoriale, ancora oggi la giacca napoletana è il top della manifattura artigianale e vedere come la malavita sia riuscita a distruggere anche questo residuo di operosità creativa mi fa male. Purtroppo, come bene Saviano ci descrive in Gomorra, la colpa non è soltanto della malavita organizzata ma delle case di moda, che tirano ad abbassare i prezzi per guadagnare miliardi, senza voler sapere nulla delle nottate passate sulle macchine da cucire di qualcuno che vorrebbe lavorare con calma e amore. Ben venga allora se i Cinesi hanno tolto ai Milanesi il triste primato sullo sfruttamento della manodopera, ma vorrei pensare a qualcosa di meglio, per esempio un consumo critico anche sull'abbigliamento. Costringere le case di moda a rivelare dove avviene la manodopera e scegliere per il nostro consumo soltanto le firme capaci di controllare in loco ogni passaggio della catena di produzione, senza subappalti e fasonaggi. Ho ancora le idee confuse e mi piacerebbe parlare con qualcuno di voi che si trovi in sintonia con quello che dico. Nel frattempo mando il file del mio progetto sud+sud, sulla creazione di sartorie-centri-sociali da organizzare nelle periferie disagiate del sud Italia, che potrebbero produrre una moda semplice, utilizzando le stoffe del commercio equo e solidale, (per far partire il mio progetto sarei anche disposta a contribuire con i miei cartamodelli senza ricevere guadagni)
Un saluto,
Maria Adele,
Palermo
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